Forse esagero, ma ormai siamo quasi tutti membri di Facebook. Cerchiamo amici, partecipiamo a giochi online, carichiamo foto e video e poi creiamo o ci iscriviamo a gruppi e fanpage che toccano praticamente qualsiasi aspetto della nostra vita. Eroi dell’infanzia e della maturità, miti personali o trovate goliardiche: non manca proprio nulla. Sembra finalmente possibile confidare al mondo intero le proprie passioni. Ma cosa succede poi nei gruppi o nelle fanpage? Praticamente nulla. La maggior parte dei membri diventa fan o si iscrive al gruppo, si sente parte integrante del proprio mito e poi? Poi basta? Inseriamo un saluto o frasi del tipo “Douglas Adams è lo scrittore più geniale degli ultimi 30 anni” e poi nulla. Siamo in attesa che succeda qualcosa.
Non abbiamo idee? Non vogliamo raccontare la nostra passione? Non vogliamo discutere con altri appassionati delle qualità e dei difetti del nostro mito?
Facebook costituisce lo specchio della nostra società, dove gli spazi per diffondere idee e discuterle sono numerossimi, ma dove chi ha qualcosa da dire si conta sulla punta delle dita.





